E’ stato da poco pubblicato dall’INPS l’Osservatorio sui lavoratori domestici con i dati del 2018.

 

Nell’anno 2018 i lavoratori domestici contribuenti all’Inps sono stati 859.233, con un decremento rispetto al 2017 pari a -1,4%.

La composizione per genere evidenzia una netta prevalenza di femmine, il cui peso sul totale è aumentato nel corso del tempo e ha raggiunto nel 2018 il valore massimo degli ultimi sei anni, pari all’88,4%.

 

Nel 2018 la distribuzione territoriale dei lavoratori domestici in base al luogo di lavoro evidenzia che il Nord-Ovest è l’area geografica che, con il 29,7%, presenta il maggior numero di lavoratori, seguita dal Centro con il 28,4%, dal Nord-Est con il 20,0%, dal Sud con il 12,3% e dalle Isole con l’9,6%.

La regione che presenta il maggior numero di lavoratori domestici, sia per i maschi che per le femmine, è la Lombardia, con 155.467 lavoratori pari al 18,1%, seguita dal Lazio (14,8%), dall’Emilia Romagna (8,8%) e dalla Toscana (8,7%). In queste quattro regioni si concentra più della metà dei lavoratori domestici in Italia.

La composizione dei lavoratori per nazionalità evidenzia una forte prevalenza di lavoratori stranieri, che nel 2018 risultano essere il 71,4% del totale.

Rispetto al trend decrescente del complesso dei lavoratori domestici, nel triennio 2016- 2018 i lavoratori italiani mostrano un andamento decisamente crescente pari a +11,4%.

Con riferimento ai dati 2018 l’Europa dell’Est continua ad essere la zona geografica da cui proviene la maggior parte dei lavoratori domestici: 362.294, pari al 42,2%.

Analizzando i dati dei lavoratori domestici per tipologia di rapporto e zona geografica di provenienza, è evidente una prevalenza di “colf” che costituiscono nel 2018 circa il 53,0% del totale dei lavoratori. La tipologia “Colf” è prevalente tra i lavoratori italiani e quasi tutti i lavoratori stranieri, ad eccezione di quelli provenienti dall’Europa dell’Est e dall’Asia Medio Orientale, in cui prevale la tipologia “Badante”.

Sempre nel 2018 la classe d’età “50-54 anni” è quella con la maggior frequenza tra i lavoratori domestici, con un peso pari al 17,5% del totale, mentre il 15,9% ha un’età pari o superiore ai 60 anni e solo il 2,0% ha un’età inferiore ai 25 anni. Complessivamente nel 2018 i lavoratori domestici sotto i 45 anni rappresentano il 34,4% del totale, dieci anni fa i domestici sotto i 45 anni erano il 61,4%.

Documento completo

StatInBrevePer maggiori informazioni scarica direttamente il documento ufficiale dell’INPS

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