Le ferie estive nel lavoro domestico

da | Giu 17, 2021 | News | 18 commenti

Generalmente parlare di ferie estive nel lavoro domestico è un argomento molto… “CALDO”, scopriamo insieme come gestirle!

Durante il periodo estivo si concentrano il maggior numero di ferie usufruite nel corso dell’anno quindi vi proponiamo la prassi corretta da seguire per gestire le ferie estive, conforme a quanto previsto dal Contratto Nazionale del Lavoro Domestico.

Partiamo subito dicendo che non ci sono novità rispetto agli anni scorsi. Se da diversi anni avete assunto una colf, badante o babysitter l’organizzazione delle ferie estive potrà essere la stessa degli anni precedenti.

Quanti giorni di ferie matura un lavoratore domestico?

A prescindere dal numero di ore settimanali, mansione svolta o  retribuzione concordata con il lavoratore in fase contrattuale, il Contratto Collettivo Nazionale prevede che il lavoratore domestico matura sempre 26 giorni di ferie all’anno.

Quindi: 26 giorni all’anno : 12 mesi = 2,167 giorni di ferie maturati mensilmente.

E’ necessario a questo punto precisare che la settimana lavorativa, quale che sia la distribuzione dell’orario di lavoro settimanale, è comunque considerata di 6 giorni lavorativi dal lunedì al sabato agli effetti del computo delle ferie.

Quindi, per esempio, un lavoratore assunto il 1° gennaio 2021 che ha sempre lavorato regolarmente avrà maturato con il cedolino di giugno 2021 13.002 giorni di ferie (2,167 x 6) che sono il corrispettivo di 2 settimane e 1 giorno.

Chiaramente ai nostri clienti non viene richiesto di effettuare calcoli, le ferie maturate dal lavoratore si trovano comodamente valorizzate sul cedolino che inviamo mensilmente ed è sempre disponibile al download accedendo all’interno dell’area privata.

Ecco la visualizzazione delle ferie riportate sulla busta paga di ogni mese:

Nell’esempio indicato sopra la casellina da tenere in considerazione è l’ultima in basso a destra: “Residuo (giorni)”

Qual è la retribuzione da corrispondere durante le ferie?

E’ la normale retribuzione. Se il lavoratore convivente spetta la monetizzazzione dell’indennità di vitto e alloggio per tutto il periodo di ferie dal momento in cui non potrà goderne in natura (non mangia e non dorme presso l’abitazione del datore di lavoro).

Se il datore di lavoro va in vacanza e il lavoratore decide di non seguirlo deve prendere ferie?

Dipende dal tipo di contratto stipulato:

  • Nel caso in cui il lavoratore sia convivente è tenuto a seguire il datore di lavoro presso località di villeggiatura o residenze secondarie. Nel caso dovesse rifiutarsi il lavoratore formalmente non si presenta sul luogo di lavoro e quindi l’assenza potrà essere considerata come permesso non retribuito dove non è dovuto il pagamento nè dello stipendio nè dei contributi.
  • Nel caso in cui il lavoratore sia NON convivente e decide di seguire il datore di lavoro percepirà la normale retribuzione + una maggiorazione del 20%. Nel caso in cui dovesse rifiutarsi consigliamo di accordarsi preventivamente nel concordare ferie. Se la sospensione lavorativa dipende unilateralmente dal datore di lavoro, il lavoratore mantiene il diritto alla retribuzione.
Se il lavoratore si reca in vacanza con il datore di lavoro è assicurato?

Sì, a patto che il lavoratore sia stato assunto con regolare contratto è coperto su tutto il territorio nazionale.

E' possibile liquidare le ferie al posto di goderle?

Per l’intera durata del rapporto di lavoro non è possibile liquidare le ferie maturate e non godute. Le ferie continueranno ad accantonarsi per l’intera durata del rapporto di lavoro. Esclusivamente al termine del rapporto di lavoro tutte le ferie maturate e non godute dovranno essere liquidate nelle spettanze di fine rapporto.

C'è una modulistica da compilare?

Il datore di lavoro può tutelarsi facendo firmare al lavoratore il “Modulo ferie e/o permesso non retribuito” che si trova sempre disponibile all’interno della propria area privata oppure online sul nostro sito accedendo alla sezione documenti.

Precisiamo che da parte nostra non obblighiamo la famiglia nel’inviarci il modulo firmato ma è caldamente consigliato per una maggior tutela.

Entro quando devono essere comunicate le ferie al Family Tutor?

Le ferie devono essere comunicate al Family Tutor possibilmente prima della partenza del lavoratore ed entro il 26 dello stesso mese.

Posso comunicare oggi al Family Tutor le ferie che il lavoratore godrà nei prossimi mesi?

Certo che si. Tra l’altro lo consigliamo così da non rischiare di dimenticarlo. Eventualmente, con una seconda comunicazione, entro il 26 del mese in cui vengono godute potremo sempre aggiornare il periodo di assenza precedentemente comunicato.

[GUIDA] Come compilare il "modulo ferie e/o permesso non retribuito"

Il datore e lavoratore devono accordarsi su come preferiscono gestire il periodo di assenza. Ci sono tre opzioni:

  • Compilando la prima sezione andremo a considerare l’intero periodo goduto esclusivamente come ferie, anche nel caso in cui il lavoratore non le abbia maturate formalizzando nel cedolino il saldo negativo.
  • Compilando la seconda sezione andremo a considerare l’intero periodo di assenza come permesso non retribuito. Durante questo periodo al lavoratore non è dovuto il pagamentoe nè dello stipendio nè dei contributi. Se superiore ai 15 giorni nello stesso mese non permetterà nemmeno la mautrazione dei ratei di Tredicesima, ferie e TFR.
  • Compilando la terza sezione andremo a scalare dal cedolino tutte le ferie maturate e considereremo il periodo restante come permesso non retribuito.

Ovviamente per i nostri clienti tutti i calcoli saranno eseguiti direttamente da noi, ci servirà solo sapere la data di inizio e fine assenza e come desiderate sai considerato il periodo di assenza.