La badante si deve alzare la notte?

da | Set 24, 2021 | News | 2 commenti

Una delle domande più frequenti che ci rivolgono i nostri clienti è proprio questa: “Ma la badante si deve alzare la notte se è necessario?”

Dare una risposta univoca a questa semplice domanda, non è poi così facile.
E’ necessario da una parte fare distinzione in base alla tipologia del contratto stipulato e dall’altra capire cosa si intende con “dovere”, e fare distinzione tra il dovere contrattuale e il dovere morale/umano.

Sono potenzialmente tre le tipologie contrattuali che prevedono una presenza notturna della lavoratrice presso l’abitazione della persona assistita:

  • Contratto da badante BS / CS / DS (ovvero per persona autosufficiente / non formata per persona non autosufficiente / formata per persona non autosufficiente) convivente
  • Con mansione di sola presenza notturna
  • Contrattualizzato come assistenza notturna

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Per queste 3 tipologie di contratto, è vero che la badante si deve alzare la notte?

Proviamo a dare una risposta analizzando caso per caso.

I contratti di convivenza prevedono un orario lavorativo settimanale di 54 ore, con un massimo di 10 ore giornaliere; questo orario lavorativo è diurno, quindi deve essere compreso tra le 6:00 e le 22:00.
Quindi, qualora si rendesse necessaria una prestazione lavorativa notturna, questa non sarebbe prevista dal suddetto contratto.
E’ evidente che se la persona assistita ha bisogno di una breve assistenza durante la notte la badante convivente la assisterà; è altresì evidente che si tratterà di una prestazione lavorativa notturna extra, e che quindi andrà retribuita come straordinario (con la maggiorazione prevista per straordinario notturno, pari al 50%).

Lo stesso ragionamento può essere fatto per i contratti di presenza notturna.
In questo caso il contratto prevede la mera presenza da parte della badante durante la notte, nella quale è libera di dormire.
Anche in questo caso, quindi, qualora si rendesse necessaria una prestazione lavorativa notturna, questa non sarebbe prevista dal suddetto contratto.
Se la persona assistita dovesse aver bisogno di una breve assistenza durante la notte, il lavoratore sicuramente le presterà assistenza ma dovrà essergli corrisposto lo straordinario secondo quanto previsto dal CCNL di categoria.

Infine, parlando di contratti di assistenza notturna la situazione cambia.
L’assistenza notturna prevede che la badante rimanga vigile ed assista la persona durante la notte, qualora ce ne sia bisogno. Ecco quindi che, per questo tipo di contratto, il lavoro notturno è previsto e quindi rientra nel contratto stesso.
In questo caso quindi la badante si deve alzare la notte e non deve esserle corrisposto uno straordinario.

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