Agg. 04.11.2020

Regole quarantena, isolamento, tampone:

Nella nuova circolare del Ministero della Salute sono contenute tutte le indicazioni operative su come gestire l’isolamento e la quarantena in caso di positività al Covid. Possono rientrare in comunità:
  • Dopo almeno 10 giorni di isolamento e test molecolare negativo i positivi asintomatici
  • Dopo almeno 10 giorni di cui 3 senza sintomi (non considerando anosmia e ageusia/disgeusia) i positivi sintomatici che abbiano effettuato un test molecolare con riscontro negativo
  • Dopo 21 giorni i casi positivi asintomatici (da almeno una settimana) a lungo termine
  • Dopo 14 giorni dall’esposizione al caso per i contatti stretti di un positivo o dopo 10 giorni di quarantena con un test antigenico o molecolare negativo
  • Non è prevista quarantena né esecuzione di test diagnostici nel caso in cui non vi sia stato contatto diretto con un caso positivo, ovvero nei contatti stretti di contratti stretti di caso (a meno che il contatto stretto del positivo non risulti successivamente positivo).

Lavoro domestico: nessuno stop per queste attività:

Il Dpcm in vigore dal 26 ottobre 2020 non ha previsto specifiche indicazioni per l’attività di colf, badanti e baby sitter, che possono quindi continuare ad operare, ovviamente nel rispetto di tutte le indicazioni di sicurezza e con la raccomandazione di indossare sempre i Dpi, soprattutto nel caso di personale non convivente. Una scelta in continuità con quanto avvenuto in passato, poiché fin dai primi provvedimenti adottati dell’Esecutivo nazionale per far fronte all’emergenza sanitaria nessuna limitazione è mai stata imposta per il lavoro domestico.

Indennità cassa colf in caso di ricovero covid:

I lavoratori iscritti alla CAS. SA. COLF, per richiedere le prestazioni, dovranno effettuare le comunicazioni alla stessa solo tramite e-mail all’indirizzo pratichecovid@cassacolf.it per informazioni contattare il numero verde 800 1000 26 Per maggiori dettagli: visita il sito

Contrarre il coronavirus sul lavoro è considerato infortunio

Il coronavirus, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, se contratto sul lavoro è considerato infortunio e non malattia. Lo ha chiarito l’INAIL in una circolare. Infatti, per gli operatori sanitari, medici ed infermieri, per via della loro professione e dell’alta esposizione al virus, contrarre il coronavirus è direttamente collegato al loro lavoro. Per questo motivo l’evento viene considerato un infortunio sul lavoro. Lo stesso vale per altre categorie di lavoratori esposti al rischio del contagio: si tratta di chi è a contatto con l’utenza, alla cassa, alle vendite, dei banconisti e del personale non sanitario che però lavora all’interno dell’ospedale o in famiglia. Per il resto dei lavoratori, al fine di poter qualificare il coronavirus come un infortunio occorso sul lavoro, dovrà essere dimostrata la connessione tra lavoro e infezione da coronavirus. Bisogna quindi contattare preventivamente la sede INAIL competente ed informarsi perché ovviamente dimostrare che il contagio sia avvenuto in famiglia non sarà così semplice.

Quarantena scolastica dei figli, a pagare è l’INPS:

Non sarà la famiglia datrice di lavoro domestico a pagare il congedo indennizzato Covid-19 per quarantena scolastica dei figli. La precisazione arriva direttamente dall’Inps che ha chiarito come tale misura straordinaria contemplata all’articolo 5 del Decreto Legge 8 settembre 2020, n. 111 debba essere direttamente pagata dallo stesso Istituto. Oltre a ciò, nella circolare n°116 del 02/10/2020 l’Inps introduce anche altri elementi chiarificatori validi per il settore domestico, in primis il fatto che anche colf, badanti e baby-sitter abbiano diritto a fruire di questo congedo indennizzato in caso di quarantena scolastica dei figli minori di 14 anni. Una novità poiché il decreto Cura Italia che per primo aveva introdotto nei mesi scorsi la possibilità di fruire di congedi straordinari, al contrario, lasciava fuori i genitori assunti come domestici, così come avveniva per il bonus baby sitter. La domanda deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica attraverso uno dei seguenti canali:
  • tramite il portale web, se si è in possesso del codice PIN rilasciato dall’Istituto (oppure di SPID, CIE, CNS), utilizzando gli appositi servizi raggiungibili direttamente dalla home page del sito www.inps.it.
  • tramite il Contact center numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori);
  • tramite i Patronati, utilizzando i servizi offerti gratuitamente dagli stessi.
La domanda può avere ad oggetto periodi di fruizione del congedo antecedenti la data di presentazione della domanda stessa, purché ricadenti nel periodo tra il 9 settembre ed il 31 dicembre 2020. In domanda devono essere indicati gli elementi identificativi del provvedimento di quarantena disposto dal Dipartimento di prevenzione della ASL territorialmente competente (numero del documento, data di emissione del documento, ASL emittente, etc). Qualora il richiedente non sia ancora in possesso del provvedimento si impegna a fornire, entro 30 giorni dalla presentazione della domanda, gli elementi identificativi del provvedimento stesso, a pena di reiezione della domanda.

Sospensione attività di colf e badanti:

Se si è in possesso di un certificato medico per quarantena il periodo di assenza è equiparato a malattia attraverso il solito codice protocollo. L’eventuale periodo di assenza per quarantena preventiva o comunque non certificata che la badante osserva dev’essere gestito come ferie o assenza non retribuita o retribuita a scelta del datore di lavoro. Per il personale domestico al momento il fatto di stoppare l’attività senza documento medico deve considerarsi una scelta (spesso necessaria ma comunque non imposta dal datore di lavoro) in quanto non subentra INPS. Al momento le unioni sindacali si stanno riunendo per richiedere un integrazione al DL ristoro per offrire o bonus v.2.0 come ad aprile anche ai lavoratori domestici oppure inserirli nella CIG. Vi invitiamo a leggere questo interessante appello di Damiano, già Ministro del lavoro e Consigliere INAIL.
Ricordiamo che è sempre disponibile al download la guida ufficiale per chi si prende cura degli anziani redata da ISS, INAIL e CEPSAG