Ferie Colf e Badanti, gestione e costi per i datori di lavoro

da | Mag 20, 2026 | L'esperto risponde | 2 commenti

Con l’arrivo della bella stagione, è meglio conoscere le esigenze della vostra colf o badante e organizzare la gestione del piano ferie. Per chi di voi ha una badante, coordinare le necessità assistenziali del vostro caro con il diritto al riposo della lavoratrice richiede la conoscenza delle regole stabilite dal CCNL del Lavoro Domestico. Per evitare incomprensioni e garantire la serenità domestica nella pianificazione delle ferie della colf o badante fatevi aiutare dal Family Tutor Saf Acli.

Chi decide le date delle ferie di colf e badanti?

Secondo il CCNL, il lavoratore chiede le ferie in accordo con il datore di lavoro. Se il datore di lavoro si assenta e il periodo non coincide con il periodo richiesto dal lavoratore, quest’ultimo dovrà essere ugualmente pagato. Solitamente, il piano ferie, viene concordato tra le parti con un preavviso in modo da permettere al datore di lavoro di organizzarsi con un’eventuale sostituzione. Le ferie (pari a 26 giorni lavorativi per ogni anno di servizio) devono essere godute dai lavoratori italiani entro l’anno di maturazione e dai lavoratori stranieri entro 2 anni.

Come registrare le ferie di colf e badanti correttamente

Ogni giorno di vacanza goduto deve essere chiaramente indicato nel prospetto paga (busta paga). Le ferie, che sono 26 giorni all’anno per tutti i lavoratori domestici a prescindere dal singolo profilo orario, si valorizzano su 6 giorni come previsto dal CCNL, ovvero da lunedì a sabato, quindi vengono riproporzionate. È fondamentale che la registrazione sia puntuale: il lavoratore domestico percepisce durante le ferie maturate e godute la normale retribuzione. Se il lavoratore usufruisce di vitto e alloggio (lavoratore convivente), durante le ferie ha diritto a un’indennità sostitutiva per questi servizi.

Ferie in eccesso di colf e badanti: cosa succede?

Può capitare che la lavoratrice, nel suo piano ferie, chieda più giorni di quanti ne abbia effettivamente maturati. In questo caso, il datore di lavoro di un rapporto con almeno 1 o 2 anni di anzianità può concedere delle ferie non godute (anticipate), che risulteranno con saldo negativo in busta paga, oppure concordare dei periodi di permesso non retribuito. È sconsigliato far accumulare debiti di ferie eccessivi per non complicare la gestione contabile a fine anno o in caso di chiusura di rapporto.

Se il datore si assenta e la lavoratrice resta a disposizione

I nostri clienti spesso ci chiedono cosa succede se la famiglia parte per le vacanze ma la colf o la badante non è in ferie? In questo caso, il datore è comunque tenuto a corrispondere la normale retribuzione comprensiva di vitto e alloggio, poiché la sospensione del lavoro è dovuta a una scelta del datore. In alternativa, si può concordare che la lavoratrice svolga compiti diversi (es. pulizie di fondo) o che il periodo coincida, appunto, con le ferie della dipendente.

ACLI Milano