Trasferta della badante convivente o colf non convivente
Con l’avvicinarsi della stagione estiva, molti si interrogano su come gestire l’assistenza ai propri cari anziani e la possibilità di una trasferta per la badante convivente o la colf. Il caldo opprimente delle città spinge spesso a trasferire mamma e papà in località più fresche, come la casa al mare o in montagna. Vediamo come gestire un’eventuale trasferta del vostro collaboratore domestico.
In estate, la trasferta della badante convivente dei vostri cari o di una colf/baby sitter o badante non conviventi diventa uno strumento fondamentale. Il CCNL Lavoro Domestico 2025 fornisce linee guida chiare per gestire questi spostamenti temporanei nel rispetto dei diritti dei lavoratori.
La Trasferta della badante convivente o della colf non convivente nel CCNL: Differenze e Regole
È essenziale distinguere tra la posizione della badante convivente e quella della colf, baby sitter o badante non convivente in caso di trasferta momentanea.
Badante convivente: trasferta temporanea
La trasferta della badante convivente è spesso necessaria per garantire continuità assistenziale. Secondo il CCNL, il lavoratore convivente è tenuto, su richiesta del datore di lavoro, a seguire la persona assistita in soggiorni temporanei.
Nel caso della trasferta della badante convivente la lavoratrice percepisce lo stipendio secondo quanto previsto dal suo contratto comprensivo del vitto e alloggio anche nel luogo di villeggiatura, che quindi è sempre a carico del datore di lavoro.
Inoltre il datore di lavoro deve rimborsare o provvedere alle spese di viaggio (viaggio, vitto e alloggio nella nuova sede).
Colf/baby sitter/badante non convivente: trasferta temporanea
Anche per una colf/baby sitter o badante non convivente trasferta è possibile, ma le dinamiche cambiano, in quanto non essendo in regime di convivenza non è tenuta ad accettare la trasferta e contrattualmente non ha diritto al vitto e alloggio.
Il profilo orario contrattualizzato non cambia ma il datore di lavoro deve provvedere al vitto, alloggio e al rimborso delle spese di viaggio della lavoratrice.
Dato che l’obbligo di trasferta non è previsto in regime di non convivenza, al lavoratore spetta una diaria giornaliera pari al 20% della retribuzione minima tabellare.
Come procedere e gestione in busta paga
Per evitare contestazioni è fondamentale la registrazione della trasferta in busta paga.
La diaria di trasferta (20% della retribuzione minima) deve essere inserita nel cedolino mensile. Non essendo una retribuzione classica potrete affidarvi al vostro Family Tutor Saf Acli , il quale registrerà la voce “Indennità di Trasferta” per distinguerla dallo stipendio ordinario, poiché ha un trattamento fiscale e contributivo agevolato.
Potrebbe essere utile anche conservate tutte le ricevute di viaggio e spese vive sostenute dal collaboratore, per avere un quadro completo delle spese.
Pianificare con anticipo la trasferta permette di conciliare la serenità dei vostri cari con le esigenze lavorative, garantendo al contempo al personale domestico il corretto trattamento economico previsto dalla normativa vigente.
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