Lavoro Domestico 2026: Aumenti Stipendi e Contributi INPS
Il nuovo CCNL del Lavoro Domestico per colf, badanti, baby-sitter e assistenti familiari, firmato il 28 ottobre 2025 e valido fino al 31 ottobre 2028, segna un significativo passo avanti per i lavoratori del settore, con aumenti dei minimi retributivi, maggiori tutele contrattuali, adeguamenti automatici all’inflazione e aggiornamenti delle tabelle contributive che entreranno progressivamente in vigore nel triennio di validità del contratto.
Quanto aumenta lo stipendio di colf e badanti? Vediamo la tabella dei nuovi minimi contrattuali retributivi e contributivi 2026
Minimi retributivi (valori indicativi al 1° gennaio 2026, prima applicazione delle nuove tranche) per i lavoratori non conviventi:
| B | circa 7,01 € | oraria |
| BS | circa 7,45 € | oraria |
| CS | circa 8,30 € | oraria |
| DS | circa 9,97 € | oraria |
Per i lavoratori conviventi 54h settimanali, ai quali spetta un’indennità di vitto e alloggio pari a 199,80 euro mensilizzata e applicata solo quando richiesta dal CCNL:
| Livello / Tipo | Retribuzione minima | |
| B | circa 983,16 € | mensile |
| BS | circa 1.053,39 € | mensile |
| CS | circa 1.193,84 € | mensile |
| DS | circa 1.474,73 € | mensile |
Le retribuzioni possono essere maggiori in caso di superminimo individuale.
Contributi INPS lavoro domestico 2026:
Le tabelle contributive INPS 2026 distinguono tra:
- Rapporti fino a 24 ore settimanali
- Rapporti oltre 24 ore settimanali
Contributi orari fino a 24 ore settimanali:
| Retribuzione oraria | Contributo totale |
| Fino a 9,61 € | 1,70 € |
| da 9,62 € a 11,70 € | 1,92 € |
| da 11,71 € in poi | 2,34 € |
Contributi oltre 24 ore settimanali:
| Tipologia | Contributo orario |
| Oltre 24 ore | 1,24 € |
In generale ricordiamo che i contributi sono versati trimestralmente dal datore di lavoro, comprendono quota datore + quota lavoratore, includono assicurazione Inail di infortunio sul luogo di lavoro e in itinere e la quota previdenziale, sono più alti per contratti a tempo determinato non sostitutivi.
Esempi di retribuzione minima sindacale (lordi mensili) 2026
Gli esempi considerano minimi sindacali lordi senza superminimi individuali e indicano valori di riferimento nei primi mesi del 2026 (applicazione del nuovo contratto).
| Profilo | Ore settimanali | Inquadramento | Retribuzione minima lorda/media mensile |
| Colf polifunzionale (non convivente) | 9 h | Livello B | 7,01 €/h × 9h= 273€ |
| Baby sitter (non convivente) con <6 anni | 15 h | Livello BS (con
indennità età <6) |
7,45 €/h × 15h= 483€ +ind. |
| Baby sitter (non convivente) senza minore <6 anni | 15 h | Livello BS | 7,45 €/h × 15h = 483 € |
| CS assistente non autosufficiente (non convivente) | 25 h | Livello CS | 8,30 €/h × 25h = 898 € |
| CS assistente non autosufficiente (convivente) | 54 h | Livello CS | 1.193,84 € mensile + ind. |
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Cosa prevede il CCNL lavoro domestico in vigore da Novembre 2025?
Aumenti stipendio colf e badanti 2026
Il contratto introduce un aumento complessivo dei minimi retributivi di circa 100 € lordi mensili per il livello medio (BS), da distribuire in quattro tranche:
- +40 € dal 1° gennaio 2026,
- +30 € dal 1° gennaio 2027,
- +15 € dal 1° gennaio 2028,
- +15 € dal 1° settembre 2028.
A tali aumenti si aggiunge un meccanismo di adeguamento automatico annuale in base all’inflazione ISTAT (90%).
Rafforzamento delle tutele
La nuova versione del CCNL include maggiori permessi retribuiti e non retribuiti per assistere familiari con grave disabilità e nuove forme di congedo per padri e genitori (es. congedo genitoriale fino a 4 mesi), oltre a un ampliamento delle protezioni in caso di malattie gravi.
Maternità facoltativa
La lavoratrice può richiedere un periodo di aspettativa non retribuita da godere dopo la maternità obbligatoria. Essendo facoltativa, si tratta di un accordo tra le parti (lavoratrice e datore di lavoro), senza necessità di domanda all’INPS.
Il contratto non indica un termine entro cui fruirne, ma le associazioni hanno chiarito che la richiesta deve essere presentata dalla lavoratrice al DDL prima della fine della maternità obbligatoria, così da consentire al datore di lavoro di gestire eventuali proroghe del contratto in sostituzione. Questo termine va rispettato anche in assenza di un contratto di sostituzione.
Congedo di paternità
Si conferma che con il termine giorni lavorativi si intende che il congedo è calcolato in 26esimi: ad esempio, se il lavoratore lavora due giorni a settimana, il congedo copre comunque l’intera settimana (fino al sabato). La richiesta deve essere presentata dal padre direttamente all’INPS.
Nuove regole su vitto e alloggio
Viene ridefinita la modalità di calcolo del vitto e alloggio, con criteri più chiari per l’individuazione del compenso in natura e la sua valorizzazione ai fini contributivi.
Nuove festività e diritti sociali
Tra le novità normative figura anche l’introduzione della festività del 4 ottobre (San Francesco) come festività retribuita per il settore.
Formazione professionale
Viene potenziato il riconoscimento dei percorsi formativi, con maggiori ore obbligatorie e incentivi economici (es. indennità per certificazioni UNI).
Indennità di qualità
È confermato che, essendo prevista con importo mensile, l’indennità si applica solo ai lavoratori conviventi. Non essendo definiti valori orari, al momento non è possibile estenderla ai non conviventi. Pertanto, consideriamo valida la modalità mensilizzata in relazione a stipendio mensilizzato.
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Ho un livello DS, e una qualifica oss
Le mie ore lavorative sono 18 settimanale. Ho diritto al aumento?
Buongiorno,
dipende, se percepisci un superminimo che NON compensa gli aumenti del minimo sindacale SI, al contrario, se percepisci un superminimo che compensa gli aumenti del minimo sindacale, NO.
Se il tuo datore di lavoro si appoggia a noi per la gestione delle buste paga non preoccuparti perché lo facciamo in automatico 🙂
Un cordiale saluto
Buongiorno, mi chiamo Fabrizio e da 7 anni ci avvaliamo di una badante, inquadrata come categoria CS convivente per mia madre,
Sono piuttosto preoccupato dagli aumenti contrattuali con in quali non riusciamo più a starci dietro: molto semplicemente, gli aumenti delle pensioni non riescono piu’ a sostenere tali spese per gli aumenti contrattuali, che seppur legittimi non possono non tener conto che solitamente, colui che necessita di tale assistenza nel tempo ha avuto delle entrate con aumenti di gran lunga inferiori agli stipendi dei collaboratori. un esempio spicciolo: Sei anni fa lo stipendio di una badante di categoria CS era di una paga base di circa 1.000euro piu’ un rateo di circa 200 euro tra stipendio e tredicesima, con contributi trimestrali di poco meno di 700 euro . Mia mamma percepiva tra pensione e accompagnamento circa 1350euro. Ora percepisce euro 1.440euro: la paga base della badante è di poco meno di euro 1.200 + circa 230 euro di rateo di tredicesima e TFR, e 900 euro circa di contributi inps (circa 65 euro in piu’ al mese). Fatti i conti una badante rispetto al 2021 prende 230 euro in piu’ a cui vanno aggiunti i 65 euro di contributi inps a fronte di un aumento di pensione di 90 euro della mamma. Sono spese a cui noi figli dobbiamo sopperire. Un ragguaglio non da poco e che un lavoratore dipendente, prende in media 1.300/1.400 euro al mese e che magari avessimo anche noi un aumento contrattuale di 100 euro netti in 2 anni. OLtrettutto la maggior parte delle badanti, non hanno casa, affitti da sostenere e bollette. Vorrei che in fase di rinnovo contrattuale si facessero anche i calcoli di quello che percepisce chi assiste, che non sono imprenditori, ma pensionati e lavoratori dipendenti, ed eventualmente regolarsi di conseguenza. Diversamente sarà pressochè impossibile garantire ai nostri cari questo tipo di assistenza, per molti di noi. Grazie
Buongiorno Fabrizio,
la ringraziamo per la sua testimonianza, che riflette una difficoltà oggi molto diffusa tra le famiglie.
Comprendiamo la sua preoccupazione. Da un lato gli adeguamenti contrattuali tutelano un lavoro importante, dall’altro il peso economico ricade sempre più sui familiari, spesso senza un corrispondente aumento di pensioni e redditi.
Il tema della sostenibilità dell’assistenza è centrale e sempre più attuale, e richiede soluzioni strutturali a supporto delle famiglie.
Proprio per questo motivo, riteniamo sempre più necessario un intervento strutturale che possa sostenere le famiglie, ad esempio attraverso agevolazioni, contributi o strumenti dedicati, in modo da garantire continuità assistenziale senza gravare in modo eccessivo sui nuclei familiari.
La ringraziamo ancora per il suo contributo: testimonianze come la sua aiutano a mantenere alta l’attenzione su un tema che riguarda un numero crescente di persone.
Un caro saluto