Decreto: #iorestoacasa – lavoro domestico – domande e risposte per una corretta gestione

Le recenti disposizioni del Governo hanno avuto ripercussioni anche nel settore domestico, dove in queste ore stiamo registrando una forte preoccupazione da parte di famiglie e lavoratori su come gestire i propri rapporti di lavoro domestico. In attesa di maggiori sviluppi, riportiamo di seguito una serie di domande, che stiamo ricevendo in questi giorni, e le nostre risposte con alcuni nostri suggerimenti sui comportamenti da attuare.

In ogni caso, per il benessere di tutti, suggeriamo un dialogo costruttivo e di buon senso tra le parti.

Ho una colf/badante/baby-sitter non convivente, deve restare a casa propria o può continuare a lavorare da me?

L’indicazione che stiamo dando alle famiglie è di dialogare con il proprio collaboratore familiare come atto di responsabilità per dare attuazione alle disposizioni introdotte dal Governo. Ci sono famiglie che stanno sospendendo l’attività lavorativa pur continuando a retribuire il proprio lavoratore, altre che si accordano tra loro per recuperare le ore perse una volta finita l’emergenza.

Se la colf/badante/baby-sitter vuole continuare a lavorare da me ma io voglio sospendere la sua attività lavorativa, come mi devo comportare?

La soluzione migliore sarebbe quella di trovare un accordo scritto tra le parti in cui si dichiara la sospensione dell’attività lavorativa indicando esplicitamente le volontà, ovvero:

–  Impegno di recuperare più avanti le ore perse

– Tentare la strada delle ferie, visto che nel lavoro domestico non esiste il congedo ordinario se il lavoratore non ha ferie si possono anticipare, garantendo così una retribuzione al dipendente senza interrompere il rapporto di lavoro.

– Tentare la strada di un periodo in permesso non retribuito nel quale il lavoratore non matura né retribuzione né contribuzione.

E’ possibile licenziare nonostante il momento di emergenza?

Vista la situazione attuale consigliamo il ricorso al licenziamento solo nei casi in cui proprio non si riesca a trovare un accordo tra le parti. E’ vero che con l’interruzione del rapporto di lavoro per licenziamento il lavoratore potrà percepire l’indennità di disoccupazione Naspi, ma deve trattarsi di una scelta da fare con estrema ratio visto il momento molto delicato e di estrema emergenza sanitaria. In caso di licenziamento in generale bisogna rispettare i termini del preavviso che varia da 8 a 15 giorni in base all’anzianità e la liquidazione del TFR.

Se la mia colf/badante/baby-sitter convivente vuole uscire durante le sue ore di riposo posso impedirlo?

No, perché nessun privato può limitare la libertà altrui. Se le abitudini della lavoratrice non sono in linea con le regole di buon senso odierne è possibile impedirle il rientro invitando la badante a mettersi in ferie o in permesso ma la famiglia non può a priori bloccare le azioni del lavoratore anche perché la responsabilità rimane in capo al singolo.

Se la mia colf/badante/baby-sitter di sua spontanea volontà decide di non venire a lavorare da me devo comunque continuare a pagarla?

Se il lavoratore è regolarmente assunto e non può andare al lavoro a fronte del nuovo decreto può essere invitato a godere delle ferie. Se si rifiuta può chiedere anche di godere di permessi non retribuiti sui quali non matura nè retribuzione nè contribuzione.

Sono in quarantena obbligata, come mi comporto con la colf/badante/baby-sitter?

La mia colf/badante/baby-sitter è in quarantena obbligata, come mi comporto?

Vedi risposte al secondo quesito.

Posso fare uscire la mia colf/badante/baby-sitter a fare la spesa?

Si, anche se è opportuno che la lavoratrice porti con sè l’autocertificazione in cui dichiara il motivo dell’uscita e le generalità del datore di lavoro e abbia a cuore di usare tutte le precauzioni del caso.

Se continuo a pagare la mia lavoratrice che non lavora a causa dell’emergenza possono chiedere un rimborso?

Al momento questa possibilità non è prevista. Le unioni sindacali si stanno muovendo per richiedere al governo di riflettere su possibili aiuti alle famiglie

Sono previsti ammortizzatori sociali per i lavoratori domestici?

Al momento no, questa categoria di lavoratori è esclusa dalla Cassa integrazione o da altri ammortizzatori sociali. Siamo in attesa di conoscere se il nuovo decreto del governo riporterà qualche novità in questo senso.

Il pagamento dei contributi è sospeso?

Sono sospesi i termini relativi ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria dovuti dai datori di lavoro domestico in scadenza nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 31 maggio 2020. Non si fa luogo al rimborso dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria già versati. I pagamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, sospesi ai sensi del presente articolo, sono effettuati entro il 10 giugno 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi.

Ho un collaboratore senza contratto (irregolare) come mi comporto?

Ora più che mai è il momento di mettere in regola colf, badanti e baby sitter. Assumere con regolare contratto di lavoro dovrebbe essere la regola ma i dati riguardanti il lavoro domestico in Italia ci dicono il contrario e persiste per i più una condizione di irregolarità. Ora, però, che per muoversi sul territorio nazionale serve un’autocertificazione la famiglia datrice che ha un lavoratore in ‘nero’ rischia molto. Un motivo in più per provvedere alla regolarizzazione del rapporto di lavoro.

I rapporti di lavoro di colf, badanti e baby-sitter rientrano nella sospensione delle attività inerenti “i servizi alle persone”, disposta dall’art. 1, punto 3), del DPCM dell’11 marzo 2020?

No. Tali prestazioni lavorative non rientrano tra i servizi alla persona, oggetto di sospensione.

RAPPORTO DI LAVORO IRREGOLARE?

Perseguire la strada del ‘lavoro nero‘ rimane sempre la scelta sbagliata.

Ora più che mai è fondamentale avere un rapporto regolare! I rischi per le familgie e lavoratore sono molti!

COSA ASPETTI?