Calcolo TFR colf e badanti: cosa sapere per gestirlo correttamente

da | Lug 21, 2025 | Guida al contratto di lavoro domestico

La nostra gestione, da sempre, prevede l’accantonamento del Trattamento di Fine Rapporto da parte del datore di lavoro domestico fino a conclusione del contratto con la propria colf o badante.

Il termine stesso Trattamento di Fine Rapporto ci introduce il significato effettivo di questo compenso previsto dall’Art. 41 del CCNL del Lavoro Domestico e confermato dall’INL, Ispettorato Nazionale del Lavoro per tutti coloro che hanno un collaboratore domestico, una colf o una badante: Il trattamento di fine rapporto (TFR) rappresenta una somma di denaro che viene accumulata mensilmente dal datore di lavoro, per conto del dipendente, allo scopo di assicurare un supporto economico al termine del rapporto di lavoro.

Ma noi questo lo sappiamo e così i nostri clienti, che sono sempre aggiornati sulle norme vigenti, grazie al proprio Family Tutor.

Lo stesso INL, Ispettorato Nazionale del Lavoro, ha ribadito recentemente, con la nota n.616 del 3 aprile 2025, che rateizzare mensilmente il Trattamento di fine rapporto è illegittimo. Quindi se il Trattamento di fine rapporto, al posto di essere accantonato, viene rateizzato nelle singole buste paga esso si trasforma in retribuzione ordinaria vera e propria, con le conseguenti implicazioni fiscali e contributive.

Se il datore di lavoro domestico rateizza il Trattamento di fine rapporto nelle buste paga la retribuzione potrà cambiare

INL ha confermato che ordinariamente non si può rateizzare il TFR, perché non potrà essere più considerato supporto economico al termine del rapporto di lavoro e che se viene rateizzato si trasforma in retribuzione ordinaria.

Assimilando il rateo del Trattamento di fine rapporto la retribuzione contrattualizzata con la vostra colf o badante aumenta e ciò può provocare alcune conseguenze tra cui le seguenti:

  • se la retribuzione aumenta, cresce l’imponibile nella dichiarazione sostitutiva CU, perché non essendo più considerato TFR, quindi tassato separatamente al 20%, il compenso, ora assoggettato a retribuzione ordinaria, avrà la stessa tassazione in base all’aliquota Irpef che sarà calcolata sull’intero montante reddituale.
  • se la retribuzione aumenta, potrà far cambiare, in alcuni casi di contratti in regime di non convivenza, su base oraria, sotto le 24 ore settimanali, anche l’aliquota di calcolo per i contributi INPS.

E’ possibile dare un anticipo di TFR durante il corso del rapporto domestico?

I nostri clienti sanno, fin dalla prima consulenza in Saf Acli che il TFR va accantonato fino alla fine del rapporto. E’ possibile concedere un anticipo solo in presenza di alcune condizioni:

  • chi lo può chiedere l’anticipo di TFR: può essere solo richiesta scritta del lavoratore, colf o badante ,
  • quanto è possibile corrispondere come anticipo di TFR: è possibile corrispondere al proprio collaboratore domestico solo e al massimo il 70 % di quanto accumulato,
  • quante volte è possibile erogare l’anticipo di TFR nel corso del rapporto di lavoro: una sola volta all’anno.

Anche sul sito INPS il Trattamento di fine rapporto è citato solo nei casi di cessazione di rapporto come dimissioni o licenziamento.

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Contattateci per chiedere maggiori informazioni e fate attenzione alla gestione autonoma del vostro rapporto di lavoro domestico. Piuttosto che affidarvi a simulatori di buste paga e conteggi cercate una gestione completa ed esperta. La consulenza diretta e personale distingue il nostro servizio.

Un Consulente dedicato, a disposizione per tutte le vostre esigenze, saprà guidarvi e applicare correttamente la norma vigente.

ACLI Milano