LAVORO DOMESTICO

domande frequenti

In questa sezione andiamo a rispondere alle principali domande che quotidianamente ci vengono poste e utili ad una corretta gestione del rapporto di lavoro domestico.

CCNL LAVORO DOMESTICO

AGEVOLAZIONI FISCALI

SCADENZIARIO

LIBRETTO FAMIGLIA

FAQ

Risposte alle domande più frequenti

Di seguito proponiamo una serie di domande che quotidianamente ci vengono poste.

Abbiamo cercato di raccoglierle tutte in un’unica sezione così dividendole in “domande riguardanti il rapporto di lavoro” e “domande sul nostro servizio di consulenza”.

Nel caso non dovessi trovare risposta alla tua domanda puoi contattarci tramite l’apposta sezione

Riguardo al rapporto di lavoro domestico

Dare la busta paga è un obbligo?

Dare la busta paga alla propria collaboratrice domestica (badante, colf o baby sitter) è un obbligo contrattuale che non può essere sostituito dalle semplici ricevute.

La consegna del cedolino paga tutela il datore di lavoro, che in quel modo può facilmente archiviare e consultare le competenze versate alla lavoratrice, per meglio difendersi in caso di richieste incongrue, magari dopo alcuni anni dall’inizio del rapporto di lavoro.

Inoltre, consegnando la busta paga la badante recepisce la trasparenza e correttezza del datore di lavoro e quindi lavora più serenamente, senza quegli attriti che nascono spesso da una gestione familiare del rapporto di lavoro; in secondo luogo la consegna del cedolino mensile “firmato” ha un valido carattere di deterrenza in caso di possibili vertenze di lavoro future.

È possibile assumere una persona senza permesso di soggiorno?

NO, in caso contrario si può andare incontro a denunce di carattere penale.

Si rende possibile assumere un cittadino extracomunitario che non è in possesso del permesso di soggiorno solo quando lo Stato permette la regolarizzazione mediante SANATORIA e/o EMERSIONE.

Compila il seguente form per ricevere una mail informativa non appena sarà disponibile un Emersione e/o Sanatoria.

Quali permessi di soggiorno consentono l’apertura di un contratto di lavoro domestico?

Per poter lavorare in Italia il cittadino straniero non comunitario deve essere in possesso del permesso di soggiorno valido per aprire un contratto di lavoro domestico.

Nell’elenco sottostante sono indicati i principali motivi di rilascio del permesso di soggiorno che consentono l’assunzione del lavoratore non comunitario.

Si rinvia comunque al Testo Unico in materia di immigrazione, d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, e al regolamento adottato con il d.p.r. 31 agosto 1999, n. 394, per maggiori dettagli in riferimento alle condizioni di rilascio di ogni singolo titolo di soggiorno.

  • Permesso di soggiorno per lavoro subordinato
  • Permesso di soggiorno per lavoro autonomo
  • Permesso di soggiorno per attesa occupazione
  • Permesso di soggiorno per motivi familiari
  • Permesso di soggiorno per affidamento
  • Permesso di soggiorno per protezione sussidiaria
  • Permesso di soggiorno per motivi umanitari
  • Permesso di soggiorno per studio (con particolari clausole)
  • Permesso di soggiorno per assistenza minori
  • Permesso di soggiorno per Asilo Politico / Rich. Asilo politico
  • Permesso di soggiorno per integrazione minorile
  • Permesso di soggiorno per residenza elettiva (con particolari clausole)
  • Permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo
  • Carta di soggiorno di familiari di un cittadino dell’Unione europea
  • Carta di soggiorno permanente

Esistono altri motivi di rilascio del permesso di soggiorno che man mano si valutano a seconda dei casi. Noi di Saf Acli lavoriamo in stretto contatto con lo sportello immigrazione delle Acli, in fase di appuntamento o qui di seguito possiamo fornivi assistenza in merito.

Quanti giorni di ferie spettano per un anno di lavoro?

Per un anno di lavoro spettano 26 giorni lavorativi di ferie (qualunque sia l’orario di lavoro settimanale).

Ogni anno deve essere garantito ai lavoratori domestici un periodo di riposo, dei giorni di ferie continuativi per recuperare energie fisiche e psichiche. Al momento dell’assunzione, il datore di lavoro si accorda con il dipendente sul periodo dell’anno in cui godere delle ferie. I lavoratori stranieri possono chiedere di cumulare le ferie di due anni (non di più) così da programmare con più comodità il rientro nel Paese d’origine.

I giorni di ferie non goduti, possono essere spesi in un altro periodo. Se il rapporto di lavoro finisce invece, le ferie dovranno essere liquidate nel conteggio di liquidazione e vanno pagati i contributi INPS sulle ore di ferie non godute.

La mia lavoratrice non vuole godere delle ferie e mi chiede il pagamento delle stesse…è possibile?

NO, non è possibile, le ferie sono un diritto irrinunciabile del lavoratore.

A norma dell’Art.10 del D.Lgs. 8 Aprile 2003, n.66, si dovrà godere di un periodo minimo di 4 settimane per ogni anno di servizio che non puo’ essere sostituito dalla relativa indennità.

Cos’è l’indennità di vitto e alloggio?

Il Vitto e alloggio spetta solo al lavoratore convivente.

Si tratta di un’indennità di cui il lavoratore gode esclusivamente in natura, in sostanza, al lavoratore domestico vengono garantiti tre pasti (colazione, pranzo e cena) più una propria stanza in cui dormire.

Solo nei seguenti casi previsti dal CCNL – Lavoro Domestico, ovvero quando il lavoratore non ne usufruisce in natura, è dovuta la monetizzazione:

  • Malattia
  • Tredicesima
  • Ferie
  • TFR
  • Festività
  • Infortunio

la monetizzazione viene sommata alla normale retribuzione mensile.

Il controvalore economico del Vitto e alloggio viene stabilito dal CCNL e può variare ogni anno.

Ricordiamo ai nostri clienti che l’indennità di vitto e alloggio viene calcolata direttamente dal proprio Consulente di riferimento e inserita nel rispettivo cedolino.

I contributi INPS vengono calcolati considerando lo stipendio mensile?

No, i contributi INPS vengono pagati considerando le ore di effettivo lavoro.

Solo in alcuni casi la retribuzione corrisposta può incidere nella determinazione dello scaglione contributivo.

Se assumo una persona dichiarando meno ore, mi costa meno di contributi?

SI, ma se la realtà non corrisponde a quanto dichiarato, si può incorrere in denunce successive da parte del Lavoratore e vertenze sindacali.

Cosa devo fare quando una lavoratrice vuole assentarsi per due o tre mesi?

Prima della sua partenza bisogna verificare quante ferie ha maturato. Per i nostri clienti ricordiamo che le ferie sono riportate direttamente sul cedolino (in basso a destra).

Verificate le ferie maturate la lavoratrice dovrà formalizzare il periodo di assenza richiesto mediante apposita documentazione dichiarando un giorno di rientro.

Tutto ciò è utile per tutelare il datore di lavoro in caso di non ritorno da parte della lavoratrice nei tempi prestabiliti; in tal caso infatti, il datore di lavoro può avvalersi dell’ultimo comma dell’art. 22 del CCNL “le assenze non giustificate entro il quinto giorno, ove non si verifichino cause di forza maggiore, sono da considerarsi giusta causa di licenziamento”

Posso rateizzare la tredicesima? Cosa devo fare?

Normalmente la Tredicesima viene pagata in occasione del Natale ma in accordo tra le parti è possibile rateizzarla mensilmente.

Raccomandiamo di informare il proprio consulente di riferimento così da apportare le dovute modifiche.

Posso rateizzare il TFR? Cosa devo fare?

Il contratto stabilische all’Articolo 41 Comma 2 che NON è possibile rateizzare il TFR e può essere corrisposto massimo una volta all’anno nella misura massima del 70% del maturato.

Se si deroga a questi principi con accordi personali, si può incorrere in vertenze sindacali.

Come anticipare il 70% del TFR maturato?

Contrattualmente è possibile anticipare massimo una volta all’anno fino al 70% del TFR maturato.

Il lavoratore deve formalizzare la richiesta per iscritto, tramite apposita documentazione.

Il modulo compilato dovrà essere inviato tramite foto o scansione al proprio consulente di riferimento che provvederà a calcolare e formalizzare su apposita documentazione l’anticipo da corrispondere.

Il lavoratore è in malattia. Cosa deve fare il datore di lavoro?

Innanzitutto la malattia deve essere comprovata da un certificato medico, che non deve essere spedito all’INPS come avviene per i lavoratori dipendenti, ma va conservato dal datore di lavoro e spedito al proprio operatore SAF ACLI di riferimento, il periodo di malattia verrà conteggiato in busta paga in base a quanto descritto dall’art. 27 del CCNL.

Posso chiedere un contributo al mio comune?

Tutti i Comuni (con modalità diverse) contribuiscono tramite piani socio-assistenziali, nei confronti delle persone bisognose.

È utile rivolgersi all’assistente sociale per sapere se il Vostro Comune si è attivato e quali modalità mette a disposizione.

Il datore di lavoro deve pagare il viaggio di rientro del lavoratore straniero?

No, Il datore di lavoro deve impegnarsi nei confronti dello stato al pagamento delle spese di viaggio per il rientro del lavoratore nel paese di provenienza solo in caso di rientro coatto.

Una lavoratrice domestica può chiedere l’astensione facoltativa per maternità?

I lavoratori domestici sono esclusi da questo tipo di trattamento

Per una lavoratrice domestica c’è la possibilità di richiedere la maternità anticipata?

Per i lavoratori domestici la maternità a rischio deve essere comprovata da certificato medico specialistico, vidimata dall’Ispettorato del Lavoro e fatta specifica richiesta all’INPS.

C'è la possibilità di ottenere indietro i contributi pagati al lavoratore domestico il cui stato non ha siglato una convenzione per la pensione?

Dal momento che non c’è una convenzione di sicurezza sociale tra Italia e il suo Stato , non è possibile procedere alla totalizzazione.

La Bossi-Fini cambia la normativa sulla restituzione dei contributi previdenziali versati.

L’art. 22, comma 11, del T.U. disponeva: “Salvo quanto previsto, per i lavoratori stagionali, dall’articolo 25, comma 5, in caso di rimpatrio il lavoratore extracomunitario conserva i diritti previdenziali e di sicurezza sociale maturati e può goderne indipendentemente dalla vigenza di un accordo di reciprocità. I lavoratori extracomunitari che abbiano cessato l’attività lavorativa in Italia e lascino il territorio nazionale hanno facoltà di richiedere, nei casi in cui la materia non sia regolata da convenzioni internazionali, la liquidazione dei contributi che risultino versati in loro favore presso forme di previdenza obbligatoria maggiorati del 5 per cento annuo”.

Ora questo comma è stato sostituito ad opera della Legge Bossi-Fini dal seguente “Salvo quanto previsto per i lavoratori stagionali dall’articolo 25, comma 5, in caso di rimpatrio il lavoratore extracomunitario conserva i diritti previdenziali e di sicurezza sociale maturati e può goderne indipendentemente dalla vigenza di un accordo di reciprocità al verificarsi della maturazione dei requisiti previsti dalla normativa vigente, al compimento del sessantacinquesimo anno di età, anche in deroga al requisito contributivo minimo previsto dall’articolo 1, comma 20, della legge 8 agosto 1995, n. 335″ (art. 22, comma 13, del nuovo testo).

In sostanza: per gli extracomunitari non è più possibile ottenere al momento del rimpatrio definitivo la liquidazione dall’Inps dei contributi versati a loro nome; i contributi restano all’Inps, ma al compimento dell’età di 65 anni i lavoratori potranno richiedere la pensione in Italia, anche se non avessero maturato l’anizanità contributiva minima (la legge non lo stabilisce espressamente, ma ovviamente la loro pensione non sarà integrata al minimo bensì sarà di ammontare proporzionale ai contributi versati).

Posso usufruire di agevolazioni fiscali se assumo una colf, badante o baby-sitter?

Si. Vedi la sezione dedicata

Devo avere un reddito minimo per poter assumere?

Per l’attivazione di un contratto di lavoro domestico non esiste un requisito minimo reddituale.

La lavoratrice è assente, posso assumerne un’altra in sostituzione?

Il datore di lavoro non ha un limite di persone assunte, per cui potranno essere aperti più di un rapporto di lavoro in contemporanea. Se quindi la lavoratrice è assente per malattia/ferie/maternità ecc.. Una seconda assistente familiare potrà essere assunta in sua sostituzione per il periodo richiesto.

Cos’e’ la cassa.colf?

La cassa.colf fornisce servizi a favore del datore e del lavoratore, compresi trattamenti assistenziali sanitari e assicurativi delle prestazioni pubbliche. La quota relativa al versamento obbligatorio della cassa.colf avviene tramite bollettino pagopa, trimestralmente pagato dal datore di lavoro per i contributi.

Come si chiude il rapporto di lavoro domestico?

Per chiudere il rapporto di lavoro è necessario sottoscrivere una lettera di licenziamento/dimissioni, questa dovrà essere firmata e conservata da entrambe le parti.

Sarà premura del datore di lavoro informare il proprio consulente, il quale provvederà all’elaborazione di tutti i documenti relativi alla chiusura.

Il lavoratore può recarsi in più di un posto di lavoro?

No, il lavoratore può svolgere servizio solo nel luogo di lavoro indicato al momento dell’assunzione, o in trasferta seguendo il datore di lavoro in caso di assistente familiare convivente. Questo perché in caso di infortunio il datore di lavoro è tutelato dall’intervento dell’inail.

Quando un lavoratore è assente per malattia, come si deve comportare il datore di lavoro?

In caso di malattia il datore di lavoro dovrà farsi rilasciare dal lavoratore il certificato medico, questo dovrà essere comunicato al proprio consulente. La malattia è pagata solo dal datore di lavoro (no inps) e varia in base all’anzianità di servizio del collaboratore (entro 6 mesi, oltre i 6 mesi e fino a 2 anni, oltre i 2 anni) per un massimo di 15 giorni di calendario, superati i quali la malattia non verrà retribuita.

Quanti giorni di ferie spettano al lavoratore?

Il lavoratore matura le ferie mensilmente e ogni anno avrà diritto a 26 giorni lavorativi (considerando 6 giorni a settimana) indipendentemente dalla durata e dalla distribuzione dell’orario di lavoro. Il periodo di ferie dovrà essere concordato da entrambe le parti e il godimento delle stesse è un diritto irrinunciabile del lavoratore.

I lavoratori stranieri potranno accumulare le ferie per un massimo di due anni e questo gli permetterà di restare presso il proprio paese d’origine per un periodo più lungo.

Quando è possibile liquidare le ferie al lavoratore?

Le ferie potranno essere liquidate al lavoratore solo al termine del rapporto di lavoro insieme alle spettanze di fine rapporto e mai prima.

Cos’è l’indennità di vitto e alloggio?

L’indennità vitto e alloggio è un valore in genere figurativo, in quanto solitamente i lavoratori usufruiscono di vitto e alloggio in natura presso il datore di lavoro. Questo valore viene infatti indennizzato solo nei casi previsti dal CCNL, quindi periodi in cui il lavoratore non usufruisce di vitto e alloggio presso il datore di lavoro (Ferie, Tredicesima, Malattia etc..)

I contributi INPS vengono calcolati considerando lo stipendio mensile?

I contributi inps vendono pagati sulle ore di lavoro effettivamente svolte.

Cosa succede quando una lavoratrice resta assente per 2 o 3 mesi?

E’ possibile che il lavoratore richieda di assentarsi per lunghi periodi, magari per il rientro al proprio paese d’origine o per motivi personali. Se il datore di lavoro, in accordo tra le parti, decide di concedere tale periodo di assenza le alternative potranno essere il consumo del residuo ferie maturate dal lavoratore oppure, con richiesta scritta da parte del lavoratore, un periodo di permesso non retribuito.

Come bisogna comportarsi quando la lavoratrice richiede il pagamento mensile dei ratei di Tredicesima e del TFR?

E’ possibile rateizzare il pagamento della tredicesima erogando il rateo in busta paga mensilmente.

Per quanto riguarda il TFR, questo potrà essere liquidato solo al termine del rapporto di lavoro o in alternativa, su richiesta scritta da parte del lavoratore, una volta all’anno solo per il 70% della cifra maturata al momento della richiesta.

Quante sono le ore di lavoro di un lavoratore convivente?

Il contratto del lavoro domestico prevede:

Per i lavoratori conviventi, 10 ore giornaliere, non consecutive, per un totale di 54 ore settimanali

Quante sono le ore di lavoro di un lavoratore non convivente?

I lavoratori non conviventi lavorano massimo 8 ore giornaliere, non consecutive, per un totale di 40 ore settimanali

Una badante convivente può lavorare di notte?

No, la badante ha diritto al riposo durante le ore notturne e comunque al termine dell’orario di servizio concordato.

Eventuali ore di lavoro saranno pagate come straordinario che, come tale, deve essere svolto una tantum.

E’ obbligatorio trattenere i contributi a carico del collaboratore?

Si, ai fini fiscali è da qualche anno obbligatorio trattenere i contributi al lavoratore.

Come vengono versati i contributi?

Il versamento dei contributi si effettua con cadenza trimestrale attraverso il bollettino PagoPA interamente dal datore di lavoro.

La parte a carico del lavoratore viene trattenuta mensilmente direttamente nel cedolino.

Quando devo versare i contributi?

Dall’1 al 10 del mese successivo al trimestre di riferimento.

Posso procedere con pratica di assunzione anche se il lavoratore ha il permesso di soggiorno scaduto?

Si, ma solo se il lavoratore ha già richiesto il rinnovo e deve presentarne ricevuta. Il datore è tenuto a monitorare la richiesta presentata e sospendere il rapporto di lavoro nel momento in cui non dovesse andare a buon fine.

Quali sono le festività obbligatorie da contratto?

Le festività sono:

  • 1° gennaio
  • 6 gennaio
  • Lunedì di pasqua
  • 25 aprile
  • 1° maggio
  • 2 giugno
  • 15 agosto
  • 1° novembre
  • 8 dicembre
  • 25 dicembre
  • 26 dicembre
  • Patrono del luogo di lavoro

Il datore di lavoro è obbligato a dare la residenza al lavoratore convivente?

Si, se il lavoratore lo richiede.

Quali sono i permessi concessi al lavoratore?

I permessi del lavoratore si dividono in:

Permessi retribuiti:

  • Visite mediche in orario di lavoro e rinnovo permesso di soggiorno/ricongiungimento
  • Matrimonio: 15 gg. Di calendario retribuiti (da godere entro un anno)
  • Lutto: 3 gg. Feriali retribuiti.
  • Nascita figlio
  • Maternità

Permessi non retribuiti:

I permessi non retribuiti sono consentiti per un massimo di 12 mesi su richiesta del lavoratore. Tali periodi non concorrono alla maturazione dei ratei di ferie, tredicesima e tfr, e non è dovuta l’indennità di vitto/alloggio.

Quando devo pagare il lavoratore?

La busta paga viene elaborata l’ultimo giorno lavorativo del mese e il bonifico (preferibilmente) deve essere effettuato i primi giorni del mese successivo, come limite massimo è il giorno 10 del mese successivo

Quando devo pagare il TFR?

Il tfr, trattamento di fine rapporto va liquidato al lavoratore entro 30 gg dalla data di fine rapporto

Come pago il lavoratore?

Preferibilmente con bonifico bancario o con pagamento tracciato.

La legge prevede comunque anche il pagamento in contanti con una soglia massima di € 1999.

Riguardo al nostro servizio di consulenza

Cos'è un Family Tutor?

Ai nostri clienti viene assegnato un consulente dedicato chiamato Family Tutor.

Si occuperà di svolgere tutte le pratiche burocratiche previste dalla normativa vigente così da far risultare sempre in regola il vostro rapporto di lavoro.

Chi farà le comunicazione all'INPS?

Con noi lo SPID lo puoi mettere nel cassetto!

Delegandoci potremo eseguire tutte le comunicazione previste da CCNL e normativa vigente

Posso avere un preventivo?

Certo. Visita l’apposita sezione

Premi sul seguente LINK

Possiamo avviare l'assunzione online?

Certo. E’ possibile effettuare un’assunzione online mediante l’apposita sezione disponibile al seguente LINK.

Sarà poi contattato da un nostro consulente che si occuperà di verificare quanto riportato così da formalizzare l’assunzione.

Chi si occupa dei conteggi di TFR?

Effettuanto l’abbonamento ai nostri servizi ci occuperamo noi del computo del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) e della relativa rivalutazione prevista dalle vigenti normative.

Quando comunico gli eventi?

Gli eventi verranno comunicati al proprio referente entro il giorno 26 del mese in corso. La malattia è l’unico evento che dovrà essere comunicato il mese stesso anche successivamente alla data del 26, in quanto non potrà essere inserita nei mesi successivi. Se non verranno comunicati eventi il cedolino verrà emesso regolarmente.

Mensilmente devo recarmi in ufficio?

Non è necessario recarsi presso il nostro ufficio in quanto gestiremo la pratica e la documentazione telematicamente. Il datore di lavoro potrà comunque passare per il ritiro o consegna dei documenti se ne avesse bisogno.

L’abbonamento si rinnova in automatico?

No, alla scadenza l’abbonamento verrà chiesto al cliente se desidera continuare a usufruire del nostro servizio a cui seguirà la relativa fattura di rinnovo.

Come posso pagare l’abbonamento?

Per il pagamento del nostro abbonamento è possibile procedere in diverse modalità. Il datore di lavoro o chi a suo conto, potrà recarsi presso i nostri uffici e pagare/rinnovare il proprio abbonamento tramite assegno bancario, soldi in contanti e pagamento bancomat, oppure, tranquillamente da casa tramite bonifico.

E’ possibile portare in detrazione le vostre fatture?

La fattura che viene rilasciata per il pagamento delle prestazioni saf non sono detraibili né deducibili ai fini fiscali.

Avete un recapito telefonico diretto?

E’ possibile contattarci chiamando il nostro numero unico: 02.255 44 777 tasto 2, a cui risponderanno i colleghi addetti al cup, successivamente la richiesta di chiamata verrà inoltrata ai nostri operatori saf che provvederanno a contattarla appena possibile

Ho difficoltà ad utilizzare il pc, posso recarmi in ufficio?

Il datore di lavoro potrà recarsi in ufficio in qualsiasi momento per consegnare e ritirare i documenti relativi al proprio rapporto di lavoro o per il pagamento del servizio saf richiesto. In alternativa, per impossibilità del datore, la documentazione potrà essere ritirata dalla persona delegata

Ho già avviato il rapporto di lavoro, posso darvi in carico la gestione?

Il nostro servizio prevede assistenza anche per i rapporti di lavoro precedentemente gestiti in autonomia o da altri enti. Abbiamo la possibilità di garantire un servizio completo e in linea con gli aggiornamenti dettati dal CCNL del lavoro domestico.

In caso di vertenza sindacale mi assisterete?

SAF ACLI non è un sindacato.
Nel caso in cui il datore di lavoro si sia affidato a noi mediante abbonamento ed elaborazione paghe potrà accedere ad una prima consulenza legale gratuita e sarà seguito e potrà decidere di farsi seguire dal nostro avvocato nella vertenza e contenzioso con il lavoratore.

Verrò aggiornato su eventuali questioni relative al lavoro domestico?

Certo. Il nostro servizio comprende l’aggiornamento continuo al datore di lavoro, da parte dei nostri operatori, seguendo le norme in vigore e il CCNL del lavoro domestico.

Dove posso trovare i documenti relativi al mio rapporto di lavoro?

Una volta presa in carico la pratica, al datore di lavoro verrà assegnato un family tutor che seguirà il suo rapporto di lavoro a distanza. Verrà inviata una mail con un link di accesso all’area privata con password e accesso personale. Nell’area privata verranno caricati mensilmente i cedolini paga e trimestralmente i pagopa dei contributi. E’ possibile comunque recarsi presso i nostri uffici per ritirare qualsiasi documento relativo al rapporto di lavoro.