Rapporto 2025 Censis – La domanda di cura delle persone anziane

da | Feb 28, 2025 | Comunicati

Dal 1° Paper del Rapporto 2025 Family (Net)Work «La fatica delle famiglie: una difficile articolazione della domanda di cura» realizzato dal Censis Lavoro domestico: in Italia 8,5 badanti ogni 100 persone sole over 60 emerge un quadro complesso della gestione della cura dedicata alle persone anziane dai 60 anni in su nel nostro paese.

Le famiglie, i caregiver, ci chiedono un supporto concreto per assistere i propri cari non solo nello svolgimento delle pratiche burocratiche. L’assistenza all’anziano implica tempo, cura, dedizione e in alcuni casi una formazione specifica.

Il Rapporto 2025 del Censis ci parla dei numeri che interessano la cura delle persone anziane

Si alza l’età media della popolazione, aumentano le persone anziane e tra gli stessi lavoratori domestici si registra un incremento dell’età anagrafica.

Ad alzarsi è anche l’indice di solitudine delle persone anziane in Lombardia, con valori diversi a seconda della regione. Quindi ci interroghiamo su come supportare le famiglie e aiutarle ad accompagnare i loro cari nell’avanzamento dell’età.

Solitudine non significa per forza non autosufficienza ma a seconda dell’autonomia dell’anziano l’invecchiamento porta con sé crescenti necessità e disagi.  Le richieste sono di un’assistenza immediata in caso di emergenza, e a seguire, della cura domestica e la semplice preparazione dei pasti oltre che dello svolgimento delle pratiche burocratiche.

Emerge ancora oggi che la maggior parte degli anziani si appoggia ai propri famigliari per diverse attività ma la figura del caregiver non concilia sempre in modo efficace e sereno con la quotidianità. Diverse persone intervistate riportano l’aumento di difficoltà e stress psicologico nel gestire la richiesta d’aiuto del famigliare bisognoso e le esigenze della propria famiglia e del proprio lavoro.

Il ricorrere ad un aiuto esterno assumendo in regola un collaboratore domestico è la risposta al fabbisogno di entrambi. Ricorrere a una risorsa che integra la presenza dei famigliari/caregiver e sostiene l’anziano è la strada per rallentare l’invecchiamento, diminuire la solitudine e contribuisce a tutti gli effetti al sistema welfare famigliare che non potrebbe da solo sostenere l’onere della gestione di una popolazione che invecchia. Sono necessari contributi e sostegni perché le famiglie possano continuare a gestire i propri cari anche senza ricorrere alle strutture sanitarie, ospedaliere o residenze per anziani.

Cosa possiamo fare?

Noi siamo da sempre a sostegno delle famiglie, per questo promuoviamo la regolarizzazione di colf e badanti e tutte le iniziative che possano portare la famiglia al centro del dialogo, per ottenere agevolazioni fiscali e contributive e sostenere i costi dell’aiuto domestico senza ricorrere a soluzioni non regolari o pesare sulle strutture sanitarie nazionali.

Oltre alla defiscalizzazione per le famiglie ci impegniamo anche nella formazione e nella ricerca del personale. Il lavoro domestico ha mansioni importanti per l’assistenza all’anziano, oltre che la cura dell’ambiente domestico. Spesso la badante si trova difronte a situazioni difficili perché l’assistito non è autosufficiente o disabile e, così come la colf, deve poter lavorare in sicurezza, in un ambiente sereno. Inoltre badanti e colf, provenendo da un altro paese, possono avere una cultura differente della cura e dell’assistenza quindi la formazione per acquisire professionalità e competenza è anche finalizzate a un’integrazione culturale basata sul reciproco confronto e l’apprendimento.

La regolarizzazione di colf e badanti potrebbe comprendere agevolazioni fiscali e contributive per le famiglie e una maggiore professionalità delle lavoratrici, che permette non solo una soddisfazione reciproca tra domanda e offerta, ma anche un maggior riconoscimento per un lavoro necessario e spesso molto delicato.

ACLI Milano