Osservatorio sul lavoro domestico 2025
E’ stato pubblicato dalla Direzione Centrale Comunicazione dell’INPS l’osservatorio sul lavoro domestico relativo all’anno 2024 presentato durante il convegno “Il lavoro domestico in Italia: una risorsa strategica per il welfare e l’economia”.
In prima analisi emergono i seguenti dati:
- circa 817mila collaboratori domestici assunti regolarmente,
- di cui quasi il 90% donne
- circa il 70% stranieri
Si rileva una flessione del -3% per il terzo anno consecutivo dopo gli incrementi del periodo caratterizzato da lockdown e sanatoria.
A sostegno del riconoscimento della dignità del lavoro domestico la stessa Consigliera d’Amministrazione dell’Istituto, Maria Luisa Gnecchi ha insistito nel valorizzare l’adesione al CCNL di riferimento: “Colf e badanti sono una risorsa preziosa nel nostro sistema di welfare e la loro valorizzazione si inquadra in un processo di più ampia educazione previdenziale, in cui l’INPS non è solo spettatore ma parte attiva. Servono i versamenti contributivi nelle casse INPS e servono versamenti che siano collegati a salari dignitosi e regolari, che certifichino un’attività regolarmente assicurata”
Perché il lavoro domestico sia regolarizzato e riconosciuto sempre di più Saf Acli, come le altre associazioni e i cofirmatari sindacali del CCNL, collabora per garantire una tutela e un supporto per le famiglie che si fanno carico delle responsabilità datoriali e per chi, i nostri collaboratori domestici, assiste gli anziani, i nostri affetti, specie quelli non autosufficienti.
Mappa dei contratti in regola secondo l’osservatorio INPS
L’osservatorio traccia anche una mappa geografica della distribuzione effettiva dei contratti in regola:
- Nord-Ovest è l’area con il maggior numero di lavoratori (30,7%), di cui la maggior parte in Lombardia con 158.378 pari al (19,4%),
- Centro con il 27,6%, in Lazio (14,1%), in Toscana (8,8%) in Emilia Romagna (8,5%).
- Nord-Est con il 19,9%,
- Sud con il 12,2%
- Isole con il 9,6%.
Genere e paese d’origine dei collaboratori domestici
L’osservatorio evidenzia una prima disparità di genere: il lavoro domestico è a tutti gli effetti ambito femminile e i valori decrescenti di questi anni si riscontrano più tra gli uomini (-7%) che tra le donne (-2%). In generale se le donne assunte con un contratto regolare superano i 726000 individui, gli uomini sono meno di 100000.
Consideriamo inoltre che l’età media della maggior parte di lavoratori domestici è dai 55 ai 59 anni.
Il 68,6% dei nostri collaboratori domestici è straniera (68,6%) anche se si rileva un trend in crescita di lavoratori italiani, vediamo qualche numero:
- 285.000 circa, lavoratori dall’Europa dell’Est (34,8%)
- 257.000 circa, lavoratori italiani (31,4%)
- Sud America (8,5%)
- Asia Minore (5,8%)
Inquadramenti e retribuzioni indicate nell’osservatorio sul lavoro domestico
Nel 2024 la quota dei contratti per badanti (50,5%), quindi assistenza alla persona, ha superato quella delle colf (49,5%) tra italiane e straniere. Le badanti straniere sono principalmente di origine: Est Europa, Asia media orientale, nord Africa, America del sud e Centrale
Inoltre le retribuzioni, nel 2024, sono più alte per le donne che per gli uomini e naturalmente maggiori per inquadramenti di assistenza alla persona rispetto alla sola cura dell’ambito domestico
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