Osservatorio INPS lavoro domestico 2026

da | Giu 25, 2026 | Comunicati | 0 commenti

ROMA – La contrazione del lavoro domestico regolare in Italia non è un semplice dato statistico, ma il sintomo di una pressione economica insostenibile per i nuclei familiari. Questo il tema centrale emerso alla presentazione dell’Osservatorio INPS durante il convegno “Il lavoro domestico nel sistema di welfare” tenutosi a Palazzo Wedekind a Roma. All’incontro ha preso parte Simone Bellezza, Direttore Saf Acli e Segretario nazionale AIF (ACLI in Famiglia), che ha analizzato lo scenario attuale ponendo l’accento sulla necessità di riforme strutturali.

I dati dell’Osservatorio INPS: quarto calo consecutivo

Il rapporto dell’istituto evidenzia un trend negativo che dura da quattro anni: nel 2025 i lavoratori domestici regolari si sono attestati a quota 804.464, segnando una flessione del 2,3% rispetto al 2024. Nonostante l’aumento delle retribuzioni medie (+2,1%) indichi un miglioramento delle condizioni contrattuali per chi resta nel sistema tutelato, la base complessiva del settore continua a restringersi. A ciò si aggiunge un forte invecchiamento della categoria, dove quasi un lavoratore su tre supera i 60 anni, a fronte di un esiguo 1,6% di under 25.

Alti costi e dignità occupazionale: la proposta di AIF (Acli in famiglia)

Secondo Simone Bellezza, la flessione dei contratti in regola non è sempre una scelta di convenienza delle famiglie, bensì anche l’effetto collaterale di costi gestionali e contributivi elevati rispetto ai redditi medi. Questa dinamica colpisce in modo particolare i nuclei con anziani non autosufficienti, che si trovano spesso privi di coperture adeguate.

Facendosi portavoce di un’istanza urgente, il Direttore Saf Acli ha promosso la necessità di una svolta nel welfare familiare per ottenere un maggiore sostegno alle famiglie. L’obiettivo è l’attuazione di una riforma fiscale che introduca forti incentivi economici e semplificazioni burocratiche, rendendo l’assunzione regolare un’opzione sostenibile e vantaggiosa.

Per le ACLI, incentivare il lavoro regolare significa restituire dignità, tutele e pieno riconoscimento sociale. Attraverso le reti del Patronato e del CAF, l’associazione continua ad affiancare i cittadini nella gestione quotidiana dei contratti, chiedendo contestualmente alla politica un intervento immediato per passare dalle analisi ai fatti.

ACLI Milano
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